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ITINERARI NATURALISTICI
Speciale Cicloturismo
PINETA DI APPIANO
Difficoltà ••
Partenza e arrivo: Tradate
Come arrivare: Autostrada Milano-Laghi, uscita di Saronno, poi a sinistra sulla statale 233 per 14 km.
Tipo di percorso: strada asfaltata per tutte le bici
Lunghezza: 39 km
Tempo di percorrenza: 3 ore
Periodo consigliato: tutto l’anno
Da Tradate si parte verso nord in direzione Venegono Inferiore, che si attraversa svoltando prima a sinistra, poi subito a destra una volta giunti in centro paese. Si continua quindi verso Venegono Superiore e, arrivati al semaforo di fronte alla chiesa, si deve tenere la destra, salendo poi a sinistra per costeggiare il Parco della Colombara, inerpicandosi dolcemente per Binago. Prima di raggiungere Binago si deve svoltare a destra e percorrere circa 2 km verso Figliaro, che deve essere attraversata scendendo verso sud, tenendo ancora la destra in direzione Castelnuovo Bozzente. L'ambiente agreste lascia ora il posto alla Pineta di Appiano; la stradina asfaltata che procede verso Tradate è immersa in un fitto bosco di brughi, betulle e pini. A circa 8 km da Castelnuovo s’incrocia una strada sulla sinistra che conduce, dopo altri 8 km di fitto bosco, ad Appiano Gentile. Visitato il paese, conviene ritornare a Tradate riprendendo l'ultimo tratto di strada percorso. Dopo 2,5 km circa, si deve deviare a sinistra seguendo le indicazioni per S. Bartolomeo al Bosco, chiesa silvestre del XII secolo rimaneggiata nel secolo XVII, che si trova a poche centinaia di metri dalla via principale. Da qui imboccare il sentiero per la Cascina Villafranca, poi per la Cascina Bozzascia, ed infine verso Tradate. Chi dispone di mountain-bike può avventurarsi sui numerosi sentieri che tagliano la pineta, ricordando che i percorsi in direzione nord-sud non incontrano dislivelli.
BOSCHI DI CITTIGLIO
Difficoltà •••
Partenza e arrivo: Cittiglio
Come arrivare: Autostrada Milano-Laghi, uscita di Sesto Calende, costeggiare il Lago Maggiore verso Laveno, a 31 km dall'autostrada. Sulla destra imboccare la statale 394 e, dopo 5 km, sulla sinistra è visibile Cittiglio.
Tipo di percorso: strada asfaltata per tutte le bici
Lunghezza: 32 km
Tempo di percorrenza: 5 ore
Periodo consigliato: tutto l’anno, tranne l’inverno
Per amanti dei percorsi impegnativi (pendenza dal 7 al 12%), questo itinerario offre l'occasione di avventurarsi in un'oasi boschiva. Dal centro di Cittiglio si prosegue per Vararo, lasciando sulla destra l'Informagiovani vicino alla Biblioteca. Dopo 800 metri di salita si può deviare dall'itinerario verso sinistra per visitare le meravigliose cascate (da percorrere 700 m a piedi).
Riprendendo il percorso, si sale per una strada che attraversa un bosco di tigli e castagni per circa 7 km. Giunti a Vararo, che merita una visita, si prosegue a sinistra per il Rifugio Adamoli: 1 km. Inizia poi una discesa molto impegnativa, che richiede buone capacità tecniche. Prudenza! Al termine della discesa, in località Sant'Antonio (notare la chiesetta con affresco sulla sinistra) si prende a destra verso Arcumeggia. Al ponte girare a destra per evitare il traffico della strada provinciale. Attraverso vecchie mura di casali si arriva alla Villa della Porta Bozzolo (proprietà del FAI) che vale una sosta. Si prosegue a destra sempre dritto, seguendo le indicazioni "Sentiero 3V: Via Verde Varesina". Il percorso è in falso piano; alla fontana di Piazza Zaffrani si scende a sinistra. Allo stop a destra in direzione Brenta; si può deviare ancora sulla destra per visitare il Santuario San Quirico del XII secolo. Andando dritti si raggiunge la meta finale: Cittiglio.
SACRO MONTE, FORTE D’ORINO
Difficoltà ••••
Partenza e arrivo: Orino
Come arrivare: da Varese seguire le indicazioni per Gavirate e poi per Besozzo da dove, sulla destra, si prosegue per Orino-Valcuvia.
Tipo di percorso: strada sterrata e asfaltata per mountain bike
Lunghezza: 31 km
Tempo di percorrenza: 5 ore
Periodo consigliato: tutto l’anno, tranne l’inverno
Dal Ristorante Villa Belvedere di Orino si percorre a sinistra la Via Fiume, seguendo le indicazioni per la Rocca di Orino. Dopo circa 1,5 km di strada sterrata si incontra un bivio: continuare il percorso girando a destra e seguendo il sentiero sterrato che conduce alla strada provinciale. Facoltativamente, al bivio, si può girare invece a sinistra e raggiungere l'incantevole Rocca di Orino, luogo di interesse storico-culturale. Giunti alla strada provinciale si gira a destra seguendo le indicazioni per Castello Cabiaglio e Brinzio. Nel centro di Brinzio, al semaforo, si gira a destra e dopo 50 m a sinistra, in Via Virgilio. Si imboccano così i sentieri 4 e 5 (nel periodo invernale si trasformano in piste da sci di fondo) fino alla località di Mottarossa. Si prende poi a destra la provinciale per Rasa di Varese e, dopo circa 1 km, ancora a destra imboccando il sentiero "3V: Via Verde Varesina". Si percorre poi la dura salita che porta al Sacro Monte di Varese, si prosegue per l'Osservatorio Astronomico e si imbocca il sentiero 1 per Forte d'Orino (1139 m): questo è il punto più alto del percorso, dove la possibilità di godersi la fantastica vista panoramica ripaga ampiamente la fatica della salita. Dopo una sosta, si prende il sentiero sterrato che scende in un fitto bosco fino a raggiungere il luogo di partenza. Attenzione alla discesa!
ITINERARI LACUSTRI O FLUVIALI
PARCO DEL TICINO
Difficoltà •
Partenza e arrivo: Sesto Calende lungo Ticino
Come arrivare:Autostrada Milano-Laghi, uscita al casello di Sesto Calende.
Tipo di percorso: strada asfaltata e sentiero per tutte le bici
Lunghezza: 54 km
Tempo di percorrenza: 3 ore
Periodo consigliato: tutto l’anno
Il Parco del Ticino è stato istituito a metà degli anni Settanta, unendo due parchi regionali, uno lombardo e uno piemontese, con lo scopo di tutelare la natura attorno alle rive del fiume. Il percorso suggerito è facile e adatto anche alle famiglie. Da Sesto Calende si scende verso sud, seguendo le indicazioni del Sentiero Europeo (sigla E1) facilmente individuabili. Dopo circa 2 km, poco dopo il Ristorante Lucciola, si devia a sinistra verso la strada Golasecca-Sesona; la si attraversa e si ridiscende verso Coarezza ed il ponte di Somma Lombardo, sul Ticino. Arrivati al Canale Elena, si lascia la E1 e si percorre verso sud l'alzaia del canale, il cui accesso è inibito alle autovetture da appositi cancelli. Dopo circa 10 km s’incrocia la statale 517 che in 1,5 km conduce al ponte di Oleggio, sul Ticino. Superato sia il ponte che il successivo Ristorante Del Ponte, s’incrocia un canale scolmatore, parallelo al successivo Villoresi. Si prende subito a sinistra, percorrendo l'alzaia compresa fra i due canali e si risale verso nord fino a superare Vizzola Ticino, la Maddalena, la Conca di Pamperduto. Sotto Somma Lombardo, ci si ricollega alla strada già percorsa all'andata, che riconduce al punto di partenza. Sul percorso consigliato è di particolare interesse lo sbarramento di Miorina, realizzato intorno al 1940: si tratta di un sistema di chiuse destinato a regolare il deflusso dell'acqua, in quanto il Ticino ha un volume d'acqua estremamente variabile, legato alle precipitazioni autunnali ed allo scioglimento estivo dei ghiacciai.
LAGHI DI VARESE, COMABBIO, MONATE
Difficoltà •
Partenza e arrivo: Gavirate
Come arrivare: Autostrada Milano-Varese, uscita al raccordo per il Lago di Varese e, sulla sinistra, proseguire per la statale 394 fino a Gavirate.
Tipo di percorso: strada asfaltata per bici da strada e mountain bike
Lunghezza: 27 km
Tempo di percorrenza: 3 ore
Periodo consigliato: tutto l’anno
L'itinerario si snoda lungo alcuni percorsi sterrati ed asfaltati in vicinanza delle sponde dei tre laghi minori varesini: partendo dal Lago di Varese si raggiunge quello di Comabbio per poi terminare lungo il tranquillo Lago di Monate, fra campi di granoturco e boschetti di robinie. Si parte da Gavirate e ci si dirige verso Bardello. Qui si gira a destra in direzione di Biandronno, antico paese sopra un piccolo colle situato di fronte al pittoresco Isolino Virginia, la più importante stazione lacustre preistorica della zona, posta nella parte occidentale delle acque del Lago di Varese. Si possono seguire i cartelli gialli che conducono alla Via Isolino Virginia, dove al numero 31 abita il barcaiolo che garantisce il servizio di trasbordo. Il percorso continua e, poco più avanti, termina l'asfalto e ci si immette in uno sterrato immerso in una boscaglia. Dopo circa 1,5 km ci si ricongiunge alla strada asfaltata che prosegue per Cassinetta Rizzone. Si percorre la strada che da Ternate porta al paese di Comabbio superando la superstrada. Si costeggia un'incantevole stradina lungo il Lago di Monate fino ad arrivare a Cadrezzate. Superata questa località, si abbandona il lago e, seguendo le indicazioni "motocross ", si imbocca sulla sinistra la strada che conduce a Brebbia. A questo punto, si seguono prima le indicazioni per Besozzo, poi si devia a destra verso la superstrada che attraversa un incrocio con semafori. Si raggiunge quindi Bardello, evitando l'attraversamento di Malgesso; si gira infine a sinistra per Gavirate, luogo di partenza del percorso.
LAGO DI VARESE E PALUDE BRABBIA
Difficoltà ••
Partenza e arrivo: Cazzago Brabbia
Come arrivare: Autostrada Milano-Laghi, uscita al raccordo per il Lago di Varese e, proseguendo a sinistra, si costeggia la sponda meridionale del lago sino a raggiungere (dopo 8 km) il paese di Cazzago Brabbia sulla destra.
Tipo di percorso: strada asfaltata e sterrata per mountain bike
Lunghezza: 36 km
Tempo di percorrenza: 3 ore
Periodo consigliato: tutto l’anno
Un facile itinerario nella stupenda cornice del Basso Varesotto e del Lago di Varese. Dal municipio di Cazzago Brabbia si procede a destra (accanto alla fermata dell'autobus) e si percorre 1 km di sterrato in mezzo ad un fitto bosco che fiancheggia il Lago di Varese. Raggiunta Cassinetta Rizzone si prende a destra in direzione Biandronno Gavirate. A metà della facile salita che porta al municipio di Biandronno, si scende a destra percorrendo Via Marconi fino all'imbarcadero dell'Isolino Virginia, uno dei più importanti insediamenti di palafitte in Italia. Si ritorna poi per la stessa strada in direzione Cassinetta Rizzone e, dopo 100 metri, si gira a destra per costeggiare la Palude Brabbia. Si prosegue con la ferrovia sulla destra sino a Varano Borghi; alla fine del paese si scende a destra verso il lago di Comabbio, passando sotto un ponte ad archi della ferrovia. Si riprende la provinciale e si costeggia il lago fino a Corgeno. Nella piazza centrale del paese si gira a destra per il municipio e poi per Cuirone, lungo una tortuosa strada in salita. Una piacevole deviazione è rappresentata da una strada sterrata che, partendo dal poggio di Cuirone a sinistra di una villa bianca, in Via San Giacomo, conduce dopo 2 km di leggera discesa al Lago Moncheri. Si seguono poi le indicazioni per Cimbro, Villadosia, San Pancrazio, pedalando attraverso campi e casali. Si scende poi a sinistra per Bernate ed Inarzo, percorrendo una strada panoramica che arriva a Cazzago Brabbia.
ITINERARI STORICI
ANGERA, LAVENO
Difficoltà •
Partenza e arrivo: Angera
Come arrivare: Autostrada Milano-Laghi, uscita al casello di Sesto Calende e da qui, seguendo la sponda lombarda del Lago Maggiore, si trova Angera circa 8 km a nord.
Tipo di percorso: strada asfaltata per tutte le bici
Lunghezza: 50 km (+15 facoltativi)
Tempo di percorrenza: 3 ore e 30 minuti
Periodo consigliato: tutto l’anno
Dal lungolago di Angera dirigersi verso Ranco seguendo la litoranea. Arrivati al centro del paese, si prende a sinistra la strada per il sasso Cavallazzo. Si continua verso Quassa e, raggiunta la provinciale, si entra a sinistra in Ispra, attraversando il nucleo vecchio del paese fino a Punta d'Ispra. Quindi tornare indietro verso Cascine Nuove e proseguire passando sotto la ferrovia verso Brebbia e poi verso Turro, Monvalle e Sangiano. Il percorso è asfaltato e attraversa cascine e coltivazioni, fino a Mombello e quindi Laveno. Il ritorno avviene lungo la strada che costeggia il lago passando per Cerro e Reno, con una sosta allo splendido eremo di Santa Caterina del Sasso, proprietà della Provincia di Varese. Dal Santuario si riprende la strada per Arolo, Monvallina, Turro, Ispra, ancora Ranco e infine Angera. Per visitare la Rocca di Angera e i pittoreschi dintorni, il percorso si allunga di 15 km. In questo caso, da Ranco s'imbocca la strada di Uponne, appena fuori dall'abitato, e si prende a destra la stradina per la Cascina Monte Albano (306 m), poi verso sud in direzione Vigne Socche, fra prati e boschetti, fino a ritornare ad Angera. Qui trovate la segnalazione per "San Quirico" dove una ripida sterrata porta alla settecentesca chiesetta (410 m). Ripida la discesa sul sentiero che porta verso la Cascina Caravalle e termina su una strada asfaltata parallela al lungolago, ma a quota più elevata. Seguendola verso sinistra si tornerà ad Angera passando sotto la bellissima Rocca viscontea, meritevole di una visita.
I TRE SANTI
Difficoltà ••
Partenza e arrivo: Muceno (Porto Valtravaglia)
Tipo di percorso: strada asfaltata e sterrata adatta per mountain bike
Lunghezza: 29 km
Tempo di percorrenza: 2 ore e 30 minuti
Periodo consigliato: tutto l’anno
Questo itinerario offre bellissimi colori in autunno e profumi inebrianti in primavera. Partendo da Muceno, lungo il tragitto 3V, si inizia con una salita asfaltata pedalabile. Dopo i primi 2 km su fondo asfaltato, si passa ad uno sterrato facile caratterizzato da una pendenza costante, che conduce dopo 10 tornanti sotto il Monte Pian Nave. Al termine della salita, uno sguardo verso sudovest permette di godere del paesaggio offerto dal lago e dalle Alpi. La discesa successiva porterà in 5 minuti all’abitato di S.Michele, dove sarà possibile riempire le borracce alla fontanella posta al limite del paese. Usciti dal paese, dopo 500 metri si svolta a sinistra prendendo una strada, ancora una volta sterrata, che inizialmente ricca di saliscendi diventa poi facilmente pedalabile, fino all’incrocio con un nuovo sentiero in coincidenza con un tornante. A questo punto riprende la salita per circa 1 km fino a Villa San Giuseppe. Imboccata la strada asfaltata si deve proseguire in direzione San Martino. In prossimità della vetta si imbocca nuovamente, a sinistra, il sentiero 3V che con una lunga e veloce discesa (mai pericolosa) conduce sulla SP7. Con una breve salita su strada asfaltata si arriva a Sant’Antonio da dove, lasciando andare i freni, si raggiunge Nasca. A Nasca si svolta a destra per la SP31 e, dopo 3 km, si torna a Muceno.
CUVEGLIO, ARCUMEGGIA, VALCUVIA
Difficoltà •••
Partenza e arrivo: Canonica di Cuveglio
Come arrrivare: sull'autostrada Milano-Varese prendere il raccordo per Lago di Varese e proseguire per Gavirate, Gemonio e quindi a destra in Valcuvia fino a Cuveglio.
Tipo di percorso: strada sterrata e asfaltata solo per mountain bike
Lunghezza: 23 km
Tempo di percorrenza: 3 ore
Periodo consigliato: tutto l’anno, tranne l’inverno
La Valcuvia è costituita da un ampio fondovalle alluvionale solcato dal torrente Boesio. L’itinerario inizia da Canonica di Cuveglio; prima dell'unico semaforo, sulla destra si trova un piazzale dove è possibile lasciare le vetture. Da qui si parte in direzione di Duno su una strada asfaltata. A Duno meritano una visita il tempio votivo Medici d'Italia e la Chiesa dei Santi. Si riparte percorrendo il tratto che va da Duno a Monte San Martino: dapprima si incontrerà una salita di circa 3 km molto impegnativa perché sconnessa, mentre gli ultimi 4 km prima della vetta sono meno faticosi. Giunti in cima, lo sforzo sarà ricompensato dalla vista del Lago Ceresio e dei paesi limitrofi. Una curiosità: sotto la trattoria esiste una grotta utilizzata come rifugio militare durante la Prima Guerra Mondiale, chiamata "Passaggio Cadorna". Lasciando la vetta, si riprende la mulattiera che scende verso il Monte Rossel e poi giù verso il fondovalle, dove si incrocerà una strada asfaltata che, a sinistra, porta al paesino di Arcumeggia, già presidio romano. Le case del borgo, affrescate nel corso degli anni, sembrano un museo all'aperto di arte contemporanea. Ripresa la discesa, al primo incrocio si mantiene la destra per entrare a Casalzuigno, dov'è possibile visitare la Villa della Porta Bozzolo (di proprietà del FAI). Si ritorna poi a Vergobbio per raggiungere Cuveglio, in modo da evitare il traffico del fondovalle.
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